, può fare una differenza reale nel successo professionale del consulente informatico.
Molti professionisti dell’IT iniziano il proprio percorso con collaborazioni occasionali, lavori freelance o progetti su commissione. Tuttavia, la linea che separa l’attività occasionale da quella professionale è ben definita dalla normativa fiscale italiana. Secondo l’Agenzia delle Entrate, è obbligatorio aprire la partita IVA quando l’attività viene svolta in maniera abituale, professionale e continuativa, con lo scopo di produrre reddito.
Superati questi limiti, o in presenza di indici di professionalità (es. sito web, portfolio, canali pubblicitari, branding personale), l'apertura della partita IVA è un obbligo. Ignorarlo espone il professionista a verifiche fiscali, sanzioni amministrative e possibili richieste di pagamento di imposte e contributi arretrati.
È proprio in questa fase che molti commettono errori:
attendono troppo oppure usano in modo improprio le ricevute per prestazioni occasionali. Per questo è consigliabile rivolgersi subito a uno studio specializzato in
consulenza fiscale per liberi professionisti del settore IT, capace di valutare ogni singola situazione e stabilire se (e quando) aprire la partita IVA, nel modo più vantaggioso e conforme possibile.
Quale codice ATECO scegliere per un consulente informatico
La scelta del codice ATECO è uno dei passaggi più delicati e importanti al momento dell’apertura della partita IVA. Si tratta del codice identificativo che classifica l’attività svolta dal punto di vista fiscale e statistico. Una selezione errata può causare problemi con l’Agenzia delle Entrate, errori nella determinazione dei contributi INPS, e addirittura l’esclusione dal regime forfettario.
Per i consulenti informatici, il codice ATECO più comunemente utilizzato e riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate è: 62.20.10 – Attività di consulenza informatica.
Questo codice è indicato per chi offre attività di:
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attività di consulenza in materia di hardware, software e sistemi informatici, incluse attività di consulenza in materia di sicurezza informatica;
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pianificazione e progettazione di sistemi informatici che integrano hardware, software e tecnologie di comunicazione;
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installazione del sistema, formazione e assistenza agli utenti del sistema;
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attività di revisione (audit) e certificazione di infrastrutture e servizi informatici e di elaborazione dati;
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monitoraggio, test e analisi di reti e sistemi di sicurezza informatica;
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fornitura di servizi di consulenza in merito a requisiti software e approvvigionamento di componenti hardware e software di un sistema informatico
Nel caso in cui l’attività sia più focalizzata sulla programmazione e sviluppo software, può essere valutato in alternativa o in combinazione anche il codice: 62.10.00 – Attività di programmazione informatica.
Questo codice si riferisce specificamente alla realizzazione di software personalizzato su commessa, plugin, app e strumenti digitali costruiti per terzi. È perfetto per sviluppatori che lavorano come freelance o collaborano con agenzie e imprese.
Infine, esistono anche altri codici più specifici (es. 62.20.20 per la gestione di strutture informatiche), ma in linea generale i due sopra menzionati coprono la quasi totalità delle attività professionali di un consulente informatico in regime libero professionale.
Attenzione: la scelta del codice ATECO non è solo una formalità. Essa incide su:
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l’iscrizione alla corretta gestione previdenziale (Gestione Separata INPS o Commercianti);
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l’accesso a regimi fiscali agevolati come il
forfettario;
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l’individuazione delle corrette soglie di deduzione e detrazione fiscale;
-
la partecipazione a bandi o agevolazioni settoriali.
Per questo motivo, è fortemente consigliato effettuare una valutazione professionale, come quella offerta dallo Studio Caggegi&Mazzeo, che grazie all’esperienza in consulenza societaria e fiscale per professionisti IT, può garantire la scelta del codice corretto e la sua compatibilità con l’attività effettiva svolta.
Quale regime fiscale conviene per un consulente informatico
Scegliere il giusto
regime fiscale è un passaggio fondamentale per ogni professionista che apre la partita IVA, soprattutto in un settore come quello dell’informatica, dove il volume d’affari e i costi possono variare in modo significativo. Le alternative principali previste dalla normativa italiana sono: il
regime forfettario, il
regime semplificato e il
regime ordinario.
Il regime forfettario
Il regime forfettario è un regime agevolato destinato alle persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro annui (dato 2025). Per i consulenti informatici è spesso la scelta iniziale più vantaggiosa grazie a una serie di semplificazioni:
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Imposta sostitutiva al 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di nuova attività);
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Esenzione da IVA, ritenuta d'acconto e studi di settore;
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Obblighi contabili semplificati: non è richiesta la tenuta della contabilità ordinaria;
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Nessuna iscrizione all’INAIL o ad albi.
La base imponibile è calcolata applicando un coefficiente di redditività del 78% ai ricavi. Ciò significa che il 78% dei guadagni sarà considerato reddito imponibile su cui calcolare imposte e contributi.
Esempio pratico:
Attenzione: nel forfettario non si possono dedurre le spese analitiche, come hardware, software, consulenze o formazione. Le spese sono considerate già nel coefficiente di redditività.
Il regime ordinario o semplificato
Per chi supera i limiti di accesso al forfettario o ha costi di gestione rilevanti, il regime ordinario o ancora meglio quello semplificato può risultare più vantaggioso. Esso prevede:
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Applicazione dell’IRPEF a scaglioni (dal 23% in su);
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Deducibilità analitica di tutte le spese inerenti all’attività;
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Detrazione dell’IVA sugli acquisti;
-
Maggiori adempimenti contabili (registri IVA, dichiarazioni trimestrali, bilanci).
Questo regime è adatto ai consulenti che:
-
Investono molto in attrezzature e servizi esterni;
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Hanno margini più bassi e vogliono ridurre il carico fiscale attraverso le deduzioni;
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Hanno collaboratori o dipendenti e una struttura operativa articolata.
Quale scegliere?
Non esiste una risposta unica. In generale:
-
Se sei un freelance agli inizi, con spese contenute, e vuoi la massima semplicità → forfettario.
-
Se hai già esperienza, molti clienti, alti costi operativi, o punti a crescere → ordinario.
Lo Studio Caggegi&Mazzeo può aiutarti a simulare entrambe le soluzioni in base al tuo fatturato previsto e alla tua struttura di costi, supportandoti nella scelta del regime più efficiente e, quando serve, nel passaggio dal forfettario all’ordinario o viceversa.
I contributi INPS per consulenti informatici: quale gestione scegliere
Chi apre una partita IVA come consulente informatico è tenuto a versare i contributi previdenziali all’INPS, ma la tipologia di contribuzione dipende da come viene inquadrata l’attività.
Nella maggior parte dei casi, il consulente informatico è inquadrato come libero professionista senza cassa (cioè senza un ordine professionale di riferimento), e quindi rientra nella:
1. Gestione Separata INPS
La Gestione Separata è la forma previdenziale applicata a chi esercita un’attività professionale in forma individuale, senza appartenenze a casse di categoria (come avvocati o architetti). È la scelta tipica per chi si registra con codice ATECO 62.20.10 o 62.10.00.
Aliquota 2025:
Calcolo base contributiva:
Nel regime forfettario, i contributi si applicano al reddito calcolato con il coefficiente di redditività.
Ad esempio:
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Ricavi annui: 40.000 €
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Reddito imponibile: 40.000 € × 78% = 31.200 €
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Contributi INPS: 31.200 € × 26,07% = 8.145,84 €
I contributi sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF nel regime ordinario e dalla base imponibile dell’imposta sostitutiva nel forfettario.
2. Gestione Commercianti (solo in casi specifici)
Ci sono casi particolari in cui l’attività informatica viene interpretata in senso commerciale (es. se si vendono software o hardware, o si svolgono servizi standardizzati a larga scala). In questi casi l’INPS può richiedere l’iscrizione alla Gestione Commercianti, che comporta:
Questa gestione è meno vantaggiosa se l’attività ha ricavi bassi o non è strutturata come impresa vera e propria.
Quale gestione è più corretta?
Nella stragrande maggioranza dei casi, un consulente informatico che opera da freelance, senza dipendenti e in forma professionale autonoma, rientra nella Gestione Separata. Tuttavia, non è raro che vi siano incertezze interpretative da parte dell’INPS, e in alcuni casi l’iscrizione alla gestione commercianti è richiesta anche se non del tutto coerente con l’attività effettiva.
Lo Studio Caggegi & Mazzeo assiste il consulente IT fin dalla fase di apertura, aiutandolo a stabilire:
-
la gestione previdenziale corretta;
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eventuali casi di doppia contribuzione (es. per chi ha già un contratto da dipendente);
-
le strategie per ottimizzare il versamento contributivo e la deducibilità fiscale.
Fatturazione, spese deducibili e gestione contabile per consulenti informatici
Una volta aperta la partita IVA, ogni consulente informatico deve occuparsi della gestione contabile della propria attività, che comprende l’emissione delle fatture, la tenuta dei registri, la conservazione delle ricevute di spesa e il rispetto delle scadenze fiscali. Anche se questi adempimenti possono sembrare secondari rispetto al lavoro tecnico, una gestione contabile disorganizzata può portare a sanzioni, errori nei versamenti e perdite economiche.
Fatturazione elettronica
Dal 1° gennaio 2024, anche i professionisti in regime forfettario sono obbligati all’uso della fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale sia per le prestazioni verso clienti privati sia verso aziende.
Le fatture devono contenere:
-
numero progressivo;
-
data;
-
dati del cliente e del fornitore;
-
descrizione chiara del servizio;
-
importo e riferimento al regime forfettario o ordinario.
Nel regime forfettario, la fattura non ha IVA né ritenuta d’acconto, ma deve riportare la dicitura:
“Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014 – Regime forfettario. Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67.”
Spese deducibili
Nel regime semplificato e ordinario, il consulente informatico può dedurre tutte le spese effettivamente sostenute per l’esercizio della professione. Le più comuni sono:
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hardware (PC, notebook, stampanti, server);
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software e licenze (IDE, tool di sviluppo, antivirus, SaaS);
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consulenze e formazione (corsi, coaching, abbonamenti a riviste tecniche);
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spese di connessione internet, telefonia e canoni cloud;
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trasporti e trasferte per attività lavorative;
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spese di marketing, pubblicità, branding personale.
Nel regime forfettario, invece, ad eccezione dei soli contributi previdenziali, non è possibile dedurre le spese in modo analitico: esse sono considerate forfettariamente attraverso il coefficiente di redditività.
Gestione contabile: da soli o con supporto?
Anche se la tentazione di “fare da sé” è diffusa nel mondo tech, la complessità della normativa fiscale rende rischioso improvvisarsi. Errori nella numerazione delle fatture, dimenticanza di versamenti, uso improprio di detrazioni possono costare caro, sia in termini economici sia reputazionali.
Lo Studio Caggegi&Mazzeo offre un servizio di commercialista online su misura per consulenti informatici, con:
-
gestione completa della contabilità ordinaria o semplificata;
-
accesso a strumenti digitali per l’emissione e archiviazione delle fatture;
-
reminder automatici per le scadenze fiscali;
-
analisi personalizzata dei costi e delle opportunità di risparmio fiscale;
-
consulenza legale e contrattuale per la gestione dei rapporti con i clienti.
Un approccio professionale alla contabilità non è solo un obbligo: è una leva di crescita strategica.
Conclusioni
Avviare e gestire un’attività da consulente informatico richiede molto più di competenze tecniche. Significa anche comprendere gli aspetti legali, fiscali, previdenziali e amministrativi che regolano l’attività professionale. Dalla scelta del regime fiscale alla corretta iscrizione INPS, dalla fatturazione elettronica alla gestione delle spese: ogni dettaglio può fare la differenza tra un’attività efficiente e una potenzialmente a rischio.
Affidarsi a un partner esperto come lo Studio Caggegi&Mazzeo significa avere al proprio fianco un team specializzato in:
Grazie all'approccio digitale, allo spirito consulenziale e all’esperienza specifica nel mondo tech, Studio Caggegi&Mazzeo può accompagnare ogni consulente informatico in un percorso chiaro, sicuro e ottimizzato dal punto di vista fiscale e imprenditoriale.
Hai dubbi su quale regime fiscale scegliere o su come aprire la tua partita IVA da consulente informatico?
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