a cura del Dott. Emanuele Caggegi
In questo articolo vedrai:
-
Come funziona la soglia degli 85.000 € e perché esiste;
-
Quando si esce dal forfettario: casi tipici, tempistiche e cosa cambia in pratica;
-
IVA, imposte e contributi dopo il superamento: gli impatti più importanti;
-
Esempi numerici concreti per capire i flussi (prima e dopo lo “sforamento”);
-
Check‑list operativa: cosa fare subito e cosa preparare per l’anno successivo;
-
FAQ: risposte chiare ai dubbi più comuni;
-
Come lo Studio Caggegi & Mazzeo ti aiuta a gestire transizione e pianificazione.
Introduzione: soglia 85.000 € e crescita consapevole
La soglia degli 85.000 € è il punto di equilibrio oltre il quale il
regime forfettario smette di essere applicabile. È una regola pensata per riservare l’agevolazione a chi ha dimensioni ridotte e costi limitati. Se ti stai avvicinando a questa soglia — o l’hai superata — servono numeri chiari, tempistiche corrette e un piano per evitare scivoloni su IVA, imposte e contributi.
Come funziona la soglia degli 85.000 €
La verifica si effettua sui ricavi/compensi dell’anno d’imposta. Se il totale supera la soglia prevista per la permanenza nel forfettario, scattano regole di fuoriuscita. Oltre al volume, contano anche le cause ostative (ad esempio, partecipazioni societarie o regimi incompatibili). L’approccio corretto è monitorare l’andamento mese per mese e simulare scenari con il tuo
commercialista.
Quando si esce dal forfettario: tempistiche e cosa cambia
In linea generale, il superamento della soglia determina la cessazione dei benefici del regime agevolato secondo tempistiche definite dalla normativa. Questo significa che dal momento in cui non puoi più restare nel forfettario, si applicano le regole del
regime ordinario (IVA, deducibilità analitica dei costi, contabilità e adempimenti). Occorre considerare le fatture emesse, i corrispettivi, la numerazione e la corretta gestione dell’IVA (se applicabile) in prossimità della fuoriuscita.
Attenzione: la tempistica concreta dipende dalle norme in vigore nell’anno di riferimento. Per questo è essenziale una
consulenza aggiornata e personalizzata.
Cosa cambia in pratica: IVA, imposte, contributi
IVA: torni ad applicare l’IVA in fattura (salvo operazioni non imponibili/esenti) e a detrarre l’IVA sugli acquisti secondo le regole ordinarie. Dovrai gestire liquidazioni periodiche, LIPE e dichiarazione IVA.
Imposte: passi dall’imposta sostitutiva alla tassazione IRPEF con scaglioni e addizionali (o IRES se operi in forma societaria). I costi diventano deducibili.
Contributi: l’inquadramento previdenziale non dipende dal regime fiscale, ma la base di calcolo può cambiare in relazione al reddito determinato in modo analitico.
Esempi numerici: capire i flussi prima e dopo lo sforamento
Gli esempi sono didattici e semplificati: le percentuali reali (imposte e contributi) variano per categoria e anno. L’obiettivo è mostrare la logica con cui valutare la convenienza e pianificare.
Scenario 1 – Professionista vicino alla soglia
• Ricavi annui attesi: 83.000
• Costi “reali” stimati: 18.000 (≈22%)
• Profilo: servizi professionali con pochi acquisti gravati da IVA
Ipotesi forfettario (coeff. 78%, imposta sostitutiva 15%, contributi ≈26% su imponibile previdenziale):
Reddito imponibile = 83.000 × 78% = 64.740; contributi ≈ 16.832; imposta sostitutiva ≈ 7.186.
Utile “gestionale” post imposte/contributi ≈ 83.000 − 18.000 − 16.832 − 7.186 = 40.982.
Ipotesi ordinario (stima media IRPEF/addizionali 35% su base al netto contributi, contributi ≈26% su imponibile):
Reddito imponibile analitico = 83.000 − 18.000 = 65.000; contributi ≈ 16.900; imposte ≈ 16.835.
Utile “gestionale” ≈ 83.000 − 18.000 − 16.900 − 16.835 = 31.265 (inferiore al forfettario).
Lettura: vicino alla soglia, con costi moderati, la differenza può essere minima. La scelta dipende da prospettive di crescita, gestione IVA e accesso a finanziamenti.
Scenario 2 – Superamento soglia e costi elevati
• Ricavi annui: 92.000
• Costi “reali”: 35.000 (≈38%) di cui molti gravati da IVA
• Profilo: attività in espansione con advertising/attrezzature
Forfettario (se fossi rimasto entro soglia): base forfettaria elevata, costi non deducibili e IVA non detraibile.
Ordinario (dopo sforamento): reddito imponibile analitico = 92.000 − 35.000 = 57.000; contributi ≈ 14.820; imposte (35% stimato) ≈ 14.763.
Utile “gestionale” ≈ 92.000 − 35.000 − 14.820 − 14.763 = 27.417.
Beneficio extra: IVA acquisti detraibile che migliora la cassa (non calcolata qui).
Lettura: con costi importanti e molta IVA sugli acquisti, l’ordinario tende a essere più efficiente dopo lo sforamento.
Scenario 3 – Sforamento di poco e crescita stabile
• Ricavi annui: 86.500
• Costi “reali”: 20.000 (≈23%)
• Profilo: consulente con clientela business, investimenti moderati
Forfettario (se sotto soglia): utile “gestionale” simile allo Scenario 1.
Ordinario (post sforamento): imponibile analitico = 86.500 − 20.000 = 66.500; contributi ≈ 17.290; imposte stimate 35% ≈ 17.224.
Utile “gestionale” ≈ 86.500 − 20.000 − 17.290 − 17.224 = 31.986.
Lettura: lo “sforamento leggero” non è necessariamente un male; con pianificazione e corretta gestione IVA, l’impatto può essere contenuto o neutro.
Check‑list operativa: cosa fare subito
✔ Monitora i ricavi mese per mese con una proiezione annuale.
✔ Prepara scenari alternativi (−10%/+10% ricavi; costi in crescita) e valuta il punto di rottura.
✔ Predisponi per tempo la gestione IVA (anagrafiche, natura operazioni, aliquote, reverse charge se serve).
✔ Organizza la contabilità: registri, conservazione documenti, procedure di raccolta digitale.
✔ Allinea i contratti: indica chiaramente prezzi al netto/ivato, termini di pagamento e penali.
✔ Definisci un piano di accantonamenti mensili per imposte e contributi.
FAQ – Domande frequenti sullo sforamento della soglia
Se supero di poco gli 85.000 €, cosa succede?
La disciplina prevede quando e come scatta la fuoriuscita; la gestione operativa (soprattutto lato IVA) va pianificata con precisione sull’anno di riferimento.
Devo applicare l’IVA subito su tutte le fatture?
La tempistica pratica dipende dalle regole vigenti e dalle date di emissione; serve coordinamento con il commercialista per evitare errori formali.
Conviene fermarsi prima della soglia per restare forfettari?
Non sempre: rinunciare a ricavi per “restare nel forfettario” può essere antieconomico. Meglio valutare un passaggio ordinato all’ordinario se il business cresce.
Cambiano i contributi previdenziali?
L’inquadramento resta lo stesso; cambia la base imponibile determinata in modo analitico. Simulare contributi è parte della pianificazione.
Posso rientrare nel forfettario in futuro?
Se ricorrono i requisiti e non sussistono cause ostative, è possibile. È necessario verificare annualmente la normativa vigente.
Come lo Studio Caggegi & Mazzeo ti affianca nella transizione
Ti aiutiamo a passare dal monitoraggio della soglia alla gestione ordinaria senza intoppi: simulazioni personalizzate, set‑up IVA, calendario scadenze, controllo di gestione snello, revisione dei contratti e — se utile —
business plan e finanza agevolata per sostenere la crescita.
Conclusioni
Lo sforamento non è un incidente di percorso ma un segnale di crescita. Con numeri, procedure e un affiancamento competente, la transizione può migliorare la tua redditività nel medio periodo.
Sei vicino o hai già superato gli 85.000 €?
Verifichiamo tempistiche, impatti e convenienza, e impostiamo insieme un passaggio senza errori.
Se ti è piaciuto l'articolo, condividi o lascia un commento.