a cura del Dott. Emanuele Caggegi
In questo articolo vedrai:
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Quando si applica ai professionisti in regime ordinario e quando NON si applica ai forfettari;
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Come indicarla correttamente in fattura elettronica (campi e diciture);
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Calcolo con esempi numerici: imponibile, ritenuta, netto a pagare;
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Versamento (F24), CU e 770: cosa fa il committente e cosa deve controllare il professionista;
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Casi particolari: anticipi, spese in nome e per conto, rimborsi, regime dei minimi, estero;
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Check‑list operativa e FAQ;
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Come lo Studio Caggegi & Mazzeo può aiutarti.
Introduzione: perché la ritenuta d’acconto crea ancora confusione
La
ritenuta d’acconto è uno di quei temi che generano dubbi quotidiani: si applica sempre? Anche ai forfettari? Chi la versa e quando? Capire come funziona è fondamentale per emettere fatture corrette, evitare contestazioni e programmare i flussi di cassa. In questa guida trovi regole chiare, diciture pratiche per la fattura elettronica ed esempi numerici passo per passo.
Cos’è la ritenuta d’acconto e chi è il sostituto d’imposta
La
ritenuta d’acconto è un prelievo che il committente (sostituto d’imposta) trattiene sul compenso del professionista al momento del pagamento e versa allo Stato a nome del professionista. Si applica, in via generale, sui compensi per lavoro autonomo e assimilati quando il pagatore è un soggetto obbligato a operare la ritenuta (impresa, professionista in ordinario, ente, PA). Il professionista riceve un “netto a pagare” ridotto della ritenuta, che poi risulterà come credito/detrazione in dichiarazione dei redditi.
Forfettario vs ordinario: quando si applica e quando no
Professionista in REGIME ORDINARIO: la ritenuta d’acconto si applica di norma (salvo eccezioni specifiche). In fattura si indica l’imponibile, l’eventuale IVA, e la ritenuta calcolata sull’imponibile (al netto di alcune spese fuori campo, vedi sotto).
Professionista in REGIME FORFETTARIO: la ritenuta d’acconto NON si applica. In fattura va riportata la dicitura di esenzione dalla ritenuta prevista per i contribuenti in regime forfettario. Il committente paga quindi il totale senza trattenere nulla.
Casi borderline: soggetti che operano in qualità di contribuenti minimi (vecchio regime dei minimi) continuano ad essere assoggettati a ritenuta salvo specifiche previsioni. Attenzione inoltre ai casi in cui il committente NON è sostituto d’imposta (es. cliente privato consumer): in assenza di sostituto, la ritenuta non si applica.
Come indicare la ritenuta (o l’esenzione) in fattura elettronica
Fattura elettronica verso un sostituto d’imposta:
• Campo ritenuta: indicare “SI” e la tipologia (RT01 per ritenute a titolo d’acconto su compensi di lavoro autonomo).
• Base di calcolo: l’imponibile del compenso professionale, al netto di eventuali spese anticipate in nome e per conto del cliente (non imponibili ai fini del compenso).
• Aliquota ritenuta: in via generale 20% sull’imponibile.
• Causale: lavoro autonomo ex art. 25 DPR 600/1973 (indicazione in body o in causale documento).
Fattura elettronica del FORFETTARIO:
• Campo ritenuta: “NO”.
• Dicitura consigliata nel corpo: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, commi 54‑89, L. 190/2014 (regime forfettario)”.
• IVA: non applicabile per forfettari (salvo casi particolari previsti dalla legge).
Esempi numerici: dal lordo al netto a pagare
ESEMPIO 1 – Professionista in ORDINARIO, fattura a un’azienda (sostituto):
Compenso imponibile: 1.000,00 €
IVA 22%: 220,00 € (se dovuta)
Ritenuta d’acconto 20% su 1.000,00 = 200,00 €
Totale documento: 1.220,00 €
Netto a pagare (per cassa): 1.220,00 − 200,00 = 1.020,00 €
ESEMPIO 2 – Professionista in FORFETTARIO, fattura a un’azienda (sostituto):
Compenso (forfettario): 1.000,00 €
Ritenuta: NON si applica
IVA: NON si applica (salvo eccezioni di legge)
Totale e netto a pagare: 1.000,00 €
ESEMPIO 3 – Spese in nome e per conto del cliente (anticipi):
Se correttamente documentate e anticipate “in nome e per conto”, sono escluse dalla base per la ritenuta e dall’imponibile del compenso. Esempio: compenso 1.000,00 + spese “in nome e per conto” 200,00 → ritenuta 20% calcolata su 1.000,00, non su 1.200,00.
Versamento (F24), CU e 770: chi fa cosa e cosa controllare
Versamento F24: il sostituto d’imposta versa la ritenuta con modello F24 (codice tributo e periodo di competenza secondo le regole vigenti). Il professionista non versa nulla: riceve meno cassa ma matura un credito/detrazione.
Certificazione Unica (CU): a inizio anno successivo, il sostituto rilascia al professionista la CU con i compensi corrisposti e le ritenute operate.
Modello 770: il sostituto riepiloga le ritenute operate e versate.
Il professionista deve verificare che gli importi riportati in CU coincidano con quanto effettivamente fatturato/incassato e con le ritenute trattenute.
Casi particolari: acconti, minimi, estero, rimborsi
• Acconti: la ritenuta si applica al momento del pagamento dell’acconto (se il pagatore è sostituto). In pratica, anche sugli acconti può essere operata ritenuta.
• Regime dei minimi: diverso dal forfettario; può essere soggetto a ritenuta. Verifica l’inquadramento.
• Clienti esteri: se il committente non è sostituto d’imposta italiano, la ritenuta italiana non si applica. Valuta eventuali ritenute estere (convenzioni contro doppia imposizione e modulistica, es. W‑8BEN per Stati Uniti).
• Rimborsi e spese: distinguere le spese “in nome e per conto” (fuori base ritenuta) dai rimborsi forfettari/spese generali (normalmente nella base).
Check‑list operativa: fattura senza errori
✔ Verifica se il cliente è sostituto d’imposta.
✔ Forfettario? Inserisci la dicitura di non assoggettamento a ritenuta.
✔ Ordinario? Compila il campo ritenuta in FE: tipologia, base, aliquota.
✔ Spese in nome e per conto? Tienile fuori dalla base della ritenuta con documenti idonei.
✔ Controlla ogni anno la CU rilasciata dai clienti e conserva le quietanze F24 (o una loro attestazione).
FAQ – Domande frequenti sulla ritenuta d’acconto
Il forfettario deve mai subire ritenuta?
No, la ritenuta non si applica ai contribuenti in regime forfettario; inserire la dicitura corretta in fattura.
Se fatturo a un privato (consumer) c’è ritenuta?
No, perché il privato non è sostituto d’imposta.
Posso evitare la ritenuta in ordinario?
Di norma no. La ritenuta è un obbligo del sostituto. Esistono casi particolari da valutare con il commercialista.
Come incide la ritenuta sulla mia liquidità?
Riduce il netto incassato oggi ma si sconta in dichiarazione. È importante pianificare la cassa e gli acconti.
La ritenuta si applica su spese rimborsate?
Se sono “in nome e per conto”, no. Se sono rimborsi generici, rientrano nel compenso e quindi nella base ritenuta.
Come lo Studio Caggegi & Mazzeo può aiutarti
Conclusioni
La ritenuta d’acconto smette di essere un labirinto se sai riconoscere tre cose: chi è il sostituto, quale regime applichi e come compilare la fattura elettronica. Con poche regole chiare eviti errori, proteggi la cassa e migliori il rapporto con i clienti.
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