a cura del Dott. Emanuele Caggegi
Introduzione: perché il dropshipping non è “solo marketing”
Nel dropshipping il venditore non gestisce il magazzino: il fornitore spedisce direttamente al cliente finale. Fiscalmente, però, la semplificazione logistica non significa semplicità IVA/doganale. La corretta impostazione dipende da tre variabili: dove si trova la merce quando inizia il trasporto, in che Paese si trova il cliente finale e chi risulta importatore di fatto. Questa guida mette ordine con regole pratiche, esempi numerici e un set di controlli per stare sereni ai verifiche.
In questo articolo vedrai:
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Come funziona davvero il dropshipping nei flussi merce e fatture;
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IVA in UE: vendite B2C, soglia 10.000 €, OSS e ruolo dei marketplace;
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Importazioni extra‑UE: IOSS (≤150 €), IVA/dazi in dogana e resa DDP/DAP;
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Rappresentante fiscale e identificazione IVA: quando servono;
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Fatture, corrispettivi e documenti: cosa conservare per 10 anni;
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Esempi numerici completi (Italia→UE; extra‑UE con IOSS; sopra 150 €);
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Errori da evitare, checklist e FAQ;
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Come lo Studio Caggegi & Mazzeo può aiutarti.
Come funziona davvero il dropshipping: flusso merce e flusso fatture
Flusso merce: il fornitore spedisce al cliente finale indicando mittente/destinatario; il venditore coordina l’ordine ma non tocca la merce.
Flusso fatture: il venditore acquista dal fornitore (fattura di acquisto) e rivende al cliente (documento fiscale di vendita). Se interviene un marketplace che si qualifica “fornitore presunto”, l’anello fiscale cambia: il marketplace diventa (giuridicamente) il venditore verso il consumatore e tu vendi al marketplace.
IVA nelle vendite B2C UE: soglia unica, OSS e marketplace
Per vendite B2C intra‑UE di beni si applica la soglia unica di 10.000 € sui volumi cross‑border dell’anno in corso e precedente. La soglia si calcola al netto IVA e solo sulle vendite transfrontaliere B2C (beni a distanza e servizi TTE); le vendite domestiche non rilevano.
Sotto soglia puoi applicare l’IVA italiana; sopra soglia applichi l’IVA del Paese del cliente o utilizzi l’OSS per versarla con una dichiarazione trimestrale unica. Se vendi tramite marketplace fornitore presunto, il marketplace riscuote e versa l’IVA; tu emetti fattura al marketplace (B2B) e non doppi l’imposta.
Importazioni da Paesi extra‑UE: IOSS, dogana e rese (DDP/DAP)
IOSS: per spedizioni di valore intrinseco ≤ 150 € l’IVA del Paese di consegna si riscuote al checkout e si versa con dichiarazione mensile IOSS; in dogana il corriere utilizza il numero IOSS per svincolare senza IVA all’import. IOSS non si applica ai beni soggetti ad accise. La soglia di 150 € riguarda il valore intrinseco del bene (esclusi trasporto e assicurazione). Per soggetti non‑UE è obbligatorio nominare un intermediario IOSS stabilito nell’UE, salvo eccezioni previste da accordi di assistenza.
Oltre 150 €: niente IOSS; l’IVA si paga in dogana e possono esserci dazi. Serve definire chi è l’importatore di fatto.
DAP (Delivered At Place): IVA/dazi in dogana a carico del destinatario. Rischio customer experience pessima.
DDP (Delivered Duty Paid): il venditore si fa carico di IVA/dazi all’import; migliore esperienza ma maggiore complessità amministrativa e di cash flow.
Attenzione: con DDP oltre 150 €, il venditore diventa importatore e la successiva vendita al consumatore è una cessione domestica nel Paese di import. Serve identificazione IVA o rappresentante fiscale in quel Paese per addebitare l’IVA locale e detrarre l’IVA all’import.
Rappresentante fiscale e identificazione IVA: quando servono
Soggetti non UE: per vendere B2C in UE senza marketplace fornitore presunto, spesso serve un’identificazione IVA o un rappresentante fiscale nello Stato membro. Con IOSS extra‑UE è richiesto un intermediario IOSS nell’UE.
Soggetti UE (Italia): se stocchi merce in un altro Stato membro (es. fulfillment), devi identificarti IVA in quel Paese per movimenti locali e vendite domestiche.
Fatture, corrispettivi e conservazione documenti (10 anni)
Shop diretto B2C: documentazione italiana per vendite domestiche; per vendite OSS, applica l’aliquota del Paese di destinazione e conserva i log di calcolo.
Marketplace fornitore presunto: conserva i report IVA della piattaforma e riconciliali con i pagamenti; la tua fattura è verso il marketplace (B2B), non verso il consumatore. Il regime di fornitore presunto si applica sempre per IOSS (beni importati ≤150 €) e per vendite intracomunitarie facilitate da marketplace quando il venditore è non‑UE. Non si applica di regola ai venditori UE per vendite intracomunitarie.
IOSS: conserva evidenze del valore intrinseco, numero IOSS utilizzato, Paese di consumo, aliquote applicate e resi.
Dogana: documenti di spedizione, bolletta doganale (se IVA all’import), prova dell’importatore di fatto, rendiconti corriere DDP.
Esempi numerici pratici
ESEMPIO 1 – Dropshipping Italia→Francia (sopra soglia, OSS)
Prezzo al netto 100 €; IVA FR 20% → 20 €; prezzo checkout 120 €. Con OSS dichiari trimestralmente 20 € per la Francia.
ESEMPIO 2 – Import extra‑UE ≤ 150 € con IOSS verso Germania
Prezzo al netto 80 €; IVA DE 19% → 15,20 €; incasso 95,20 €. Numero IOSS nel flusso logistico; nessuna IVA in dogana. Dichiari 15,20 € nella mensile IOSS (DE).
ESEMPIO 3 – Import extra‑UE 220 € senza IOSS, resa DDP Italia→Spagna
Prezzo al netto 220 €; IVA all’import ES 21% = 46,20 € + dazio (ipotetico 3% = 6,60 €) + costi sdoganamento 12 €. Paghi in dogana 64,80 €; rivendi B2C a 269 € IVA inclusa. Attenzione al margine e alla corretta imputazione dell’IVA import.
Errori tipici da evitare
• Doppia imposizione con marketplace.
• Soglia UE 10.000 € ignorata.
• IOSS usato oltre 150 €.
• Resa DAP senza avviso al cliente.
• Mancata prova dell’importatore in dogana.
• Usare IOSS per beni soggetti ad accise o sopra 150 € (valore intrinseco).
• Non identificarsi IVA nel Paese di import quando si usa DDP oltre 150 €.
Checklist operativa per un dropshipping “a prova di controllo”
✔ Mappa i flussi e i Paesi.
✔ Valuta OSS/IOSS e l’eventuale rappresentante fiscale.
✔ Definisci DDP/DAP e accordi con corrieri.
✔ Aggiorna aliquote nel checkout e prepara report per Paese.
✔ Conserva report marketplace, log IVA, bollette doganali per 10 anni.
✔ Verifica se DDP ricorrente richiede identificazione IVA locale.
✔ Controlla la detraibilità dell’IVA all’import nei Paesi di DDP.
✔ Segmenta i report: OSS trimestrale, IOSS mensile, dogana (bollette), marketplace (fornitore presunto vs diretto).
FAQ – Domande frequenti
Posso usare l’OSS sotto i 10.000 €?
Sì, per opzione.
Chi è l’importatore con DAP?
Di norma il cliente finale.
Marketplace versa sempre l’IVA?
Solo se fornitore presunto per quelle vendite.
Serve identificazione IVA all’estero?
Se stocchi merce o vendi localmente, sì.
Sopra 150 € cosa succede?
IVA e dazi all’import; niente IOSS.
Come lo Studio Caggegi & Mazzeo può aiutarti
Conclusioni
Il dropshipping funziona solo con regole IVA/doganali chiare. Imposta correttamente soglie, resi e documenti e proteggi margini e customer experience.
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Tracciamo flussi, contratti e adempimenti e ti lasciamo una checklist operativa.
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