a cura del Dott. Emanuele Caggegi
In questo articolo vedrai:
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Come si calcola il reddito nell’ordinario e cosa è deducibile;
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IVA: fatturazione, detrazione e liquidazioni;
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Contributi: principi e impatti (visioni realistiche);
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Esempi numerici comparativi (caso tipo) con calcoli passo‑passo;
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Check‑list operativa del passaggio e errori da evitare;
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FAQ essenziali sul cambio regime;
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Come lo Studio Caggegi & Mazzeo ti affianca con un piano su misura.
Introduzione: perché molti ex‑forfettari guardano all’ordinario
Il
regime forfettario è perfetto per iniziare: aliquota sostitutiva agevolata, adempimenti ridotti, nessuna IVA da applicare. Ma quando i costi crescono (attrezzature, pubblicità, collaboratori), quando servono investimenti e quando la clientela diventa corporate o estera, la logica “analitica” dell’ordinario – che consente di dedurre i costi e detrarre l’IVA – può diventare più efficiente.
Questa guida, pensata per professionisti e piccoli imprenditori, va oltre i luoghi comuni: spiega le differenze reali, introduce una metodologia di valutazione con numeri e fornisce una check‑list pratica per una transizione senza sorprese. Gli esempi numerici sono didattici e usano ipotesi conservative; la valutazione finale va sempre personalizzata sul tuo profilo. Quindi, prima di giungere a conclusioni,
prenota una consulenza su misura.
Forfettario vs ordinario: la differenza che conta davvero
Forfettario: il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi; i costi effettivi non rilevano e l’IVA sugli acquisti non è detraibile.
Ordinario: il reddito si calcola come ricavi meno costi deducibili; l’IVA sugli acquisti è detraibile secondo le regole ordinarie (pro‑rata se operazioni esenti/miste).
In sintesi, si passa da una logica “flat” a una logica “analitica”. Se l’incidenza dei costi cresce, l’ordinario diventa progressivamente più interessante e spesso anche più conveniente in termini di risparmio fiscale e contributivo.
Come si calcola il reddito nell’ordinario (e cosa è deducibile)
Nel
regime ordinario il reddito d’impresa o di lavoro autonomo è dato da ricavi meno costi inerenti, documentati e di competenza economica. A titolo esemplificativo (con limiti e regole specifiche): beni strumentali (ammortamenti), canoni e utenze, software e licenze, marketing e pubblicità, consulenze (contabili/legali/tecniche), spese di viaggio con limiti, compensi a collaboratori e personale, formazione e aggiornamento.
La deducibilità richiede inerenza, tracciabilità e corretta documentazione: l’ordinario premia una gestione contabile accurata.
IVA: fatture, detrazione e liquidazioni
Con l’uscita dal forfettario l’IVA torna centrale:
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Fatture con IVA (l’IVA incassata non è reddito, va versata allo Stato);
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IVA sugli acquisti potenzialmente detraibile (con regole di inerenza/detraibilità e pro‑rata se necessario);
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Liquidazioni periodiche mensili o trimestrali (LIPE) e dichiarazione annuale.
Chi opera con l’estero deve gestire reverse charge, operazioni intra/extra‑UE e regole specifiche. Una corretta impostazione evita errori e sanzioni.
Contributi: principi e impatti
Il quadro previdenziale dipende dall’inquadramento: molti professionisti senza albo versano alla Gestione Separata.
Artigiani/commercianti hanno gestioni INPS con minimi fissi e quota variabile. Le aliquote e le soglie variano nel tempo: nelle simulazioni seguenti useremo ipotesi didattiche per mostrare il ragionamento; la valutazione reale va personalizzata.
Esempi numerici comparativi (caso tipo)
Gli esempi usano ipotesi didattiche per rendere chiaro il metodo. Non sostituiscono una
consulenza personalizzata.
Assunzioni comuni: imposta sostitutiva forfettario 15% (5% per start), coefficiente di redditività 78% (tipico per servizi professionali), aliquota contributiva ipotetica per professionista senza albo (Gestione Separata) ≈ 26% sul reddito imponibile previdenziale. Niente calcolo di acconti.
Nota: aliquote e regole contributive/IVA variano per categoria e anno. Usiamo valori didattici e arrotondiamo per semplicità.
Scenario A – Professionista B2B, ricavi medi e costi moderati
• Ricavi annui: 60.000
• Costi “reali”: 15.000 (25% dei ricavi)
• Tipologia: servizi professionali, clientela business italiana
FORFETTARIO (coeff. 78%):
Reddito imponibile = 60.000 × 78% = 46.800
Contributi (≈26%) ≈ 12.168
Imposta sostitutiva 15% al netto dei contributi = 5.195
Utile “gestionale” post imposte/contributi ≈ 60.000 − 15.000 − 12.168 − 5.195 = 27.637
ORDINARIO:
Reddito imponibile = 60.000 − 15.000 = 45.000
Contributi (≈26%) ≈ 11.700
Imposte IRPEF/addizionali al netto dei contributi (stima prudenziale 35% medio) ≈ 11.655
Utile “gestionale” ≈ 60.000 − 15.000 − 11.700 − 11.655 = 21.645
Lettura: con costi moderati (25%), il forfettario qui è più favorevole dell'ordinario. Sotto il 30% di costi, spesso il forfettario è competitivo; oltre, la convenienza va rivalutata.
Scenario B – Professionista in crescita con costi più elevati
• Ricavi annui: 80.000
• Costi “reali”: 35.000 (≈44%)
• Tipologia: servizi avanzati con advertising e collaborazioni
FORFETTARIO (coeff. 78%):
Reddito imponibile = 80.000 × 78% = 62.400
Contributi (≈26%) ≈ 16.224
Imposta sostitutiva 15% al netto dei contributi = 6.926
Utile “gestionale” ≈ 80.000 − 35.000 − 16.224 − 6.926 = 21.850
ORDINARIO:
Reddito imponibile = 80.000 − 35.000 = 45.000
Contributi (≈26%) ≈ 11.700
Imposte stimate al netto dei contributi (35% medio) = 11.655
Utile “gestionale” ≈ 80.000 − 35.000 − 11.700 − 11.655 = 21.645
Lettura: con costi un po' più elevati, qui il forfettario è ancora leggermente più favorevole dell’ordinario grazie alla minore imposizione fiscale.
Scenario C – Forte IVA sugli acquisti (attrezzature/merci)
• Ricavi annui: 70.000 (operazioni imponibili IVA 22%)
• Costi: 40.000 + IVA 22% (8.800) = 48.800 esborso cassa
• In ordinario l’IVA acquisti (8.800) è potenzialmente detraibile; in forfettario no.
FORFETTARIO (coeff. 78%):
Reddito imponibile = 70.000 x 78% = 54.600
Contributi (≈26%) ≈ 14.196
Imposta sostitutiva 15% al netto dei contributi = 6.061
Utile “gestionale” ≈ 70.000 − 48.800 − 14.196 − 6.061 = 943
FORFETTARIO: costo in cassa 48.800 (nessuna detrazione IVA); base forfettaria determinata per coefficiente; imposta sostitutiva su base forfettaria.
ORDINARIO:
Reddito imponibile = 70.000 − 40.000 = 30.000
Contributi (≈26%) ≈ 7.800
Imposte stimate al netto dei contributi (35% medio) = 7.770
Utile "gestionale" ≈ 70.000 − 40.000 − 7.800 − 7.770 = 14.430
ORDINARIO: costi deducibili 40.000; IVA su acquisti (8.800) detraibile contro IVA vendite. Beneficio di cassa e possibile credito IVA in alcuni periodi. Questo, sommato alla deducibilità, spinge spesso verso l’ordinario.
Lettura: con costi elevati, l’ordinario tende ad essere preferito di gran lunga rispetto al forfettario grazie alla deducibilità analitica, alla detrazione IVA sugli acquisti e al minor carico contributivo (calcolato sul reddito effettivo).
Check‑list operativa per il passaggio (ed errori da evitare)
✔ Simula 12 mesi con i tuoi numeri (ricavi, costi, contributi, imposte, IVA);
✔ Verifica inquadramento previdenziale e minimi/aliquote;
✔ Calendario scadenze e piano accantonamenti;
✔ Raccolta documenti in cloud con nomenclature coerenti;
✔ Aggiorna contratti e listini.
✘ Non confondere l’IVA incassata con reddito disponibile;
✘ Non cambiare regime senza simulazioni;
✘ Non trascurare patti con collaboratori/subfornitori.
FAQ – Domande frequenti sul cambio regime
Se supero gli 85.000 €, esco subito dal forfettario?
Dipende dalle norme vigenti e dalle tempistiche; in generale il superamento attiva la fuoriuscita. Serve valutazione puntuale con il commercialista.
In ordinario pagherò sempre più tasse?
No. Con costi rilevanti e IVA acquisti detraibile, l’ordinario può risultare più efficiente. Conta la simulazione personalizzata.
Posso rientrare nel forfettario?
In presenza dei requisiti di legge, sì. Verifica annualmente condizioni e cause ostative.
Cambiano i contributi?
Dipende dall’inquadramento (Gestione Separata vs artigiani/commercianti). Minimi e aliquote variano; vanno stimati sul tuo caso.
Devo aggiornare subito i prezzi?
È consigliabile rivedere listini e clausole contrattuali (IVA, termini, penali) per allineare la nuova struttura di costi.
Come ti affianchiamo nel passaggio all’ordinario
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KPI, budget, forecast e cash‑flow “snello” per freelance/imprese;
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Setup strumenti digitali e processi documentali;
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Revisione contrattuale con clienti e collaboratori;
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Conclusioni
Il regime fiscale
ordinario è uno strumento più sofisticato per chi vuole crescere con metodo. In certe condizioni è addirittura obbligatorio. La scelta corretta nasce dai dati: simulazioni, scenari e un affiancamento competente.
Vuoi una simulazione con i tuoi numeri?
Analizziamo ricavi, costi, contributi e IVA, mettiamo a confronto forfettario e ordinario e costruiamo un percorso operativo chiaro e sostenibile.
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