Via C. A. Dalla Chiesa, 16 - 95036 Randazzo (CT) - P.IVA: 04233620873 3714444418 Lun-Ven: 9.30 - 12.30; 16.30 - 19.30 / Sab. Dom. Chiuso

Investimenti in beni strumentali

investimenti-in-beni-strumentali
Data
13 febbraio 2020
Inserito da
Studio Caggegi&Mazzeo
Categoria
Finanza Agevolata

a cura del Dott. Emanuele Caggegi

 
 


Che cos'è l'agevolazione Investimenti in beni strumentali?

L’agevolazione prevista dalla nuova misura denominata Investimenti in beni strumentali, è riservata alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate su tutto il territorio dello Stato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 ovvero fino al 30 giugno 2021 a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

Consiste in un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24.


Quali beni rientrano nell'agevolazione Investimenti in beni strumentali?

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio dell'impresa e quelli di cui all’allegato B della legge 232/2016 (software, sistemi, piattaforme, applicazioni).


Quali beni non rientrano nell'agevolazione?

Restano esclusi dall'agevolazione:
- i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164 - pdf, comma 1, Tuir;

- i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 - pdf stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%;
- i fabbricati e le costruzioni;
- i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 - pdf (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario);
- i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.


L'incentivo in beni strumentali è compatibile con il super e l'iper ammortamento?

No, non è compatibile. L’incentivo Investimenti in beni strumentali ha sostituito le precedenti discipline del super e dell’iper ammortamento che, per gli investimenti negli stessi beni, riconoscevano una maggiorazione del costo di acquisizione, permettendo una maggiore deduzione di quote di ammortamento e canoni di leasing.
 

Per evitare la sovrapposizione tra le diverse misure agevolative, è previsto che il credito d’imposta non spetta per:
- gli investimenti riguardanti beni diversi da quelli “Industria 4.0” effettuati tra il 1 º gennaio e il 30 giugno 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, il venditore ha accettato l’ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione (fruiscono del super ammortamento - articolo 1, Dl 34/2019);
- gli investimenti riguardanti i beni “Industria 4.0” effettuati tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, il venditore ha accettato l’ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione (fruiscono, a seconda dei beni, dell’iper ammortamento o della maggiorazione del 40% - articolo 1, commi 60 e 62, legge 145/2018).


In che misura spetta il credito di imposta? 

La misura dell’agevolazione è diversa a seconda della tipologia dei beni oggetto dell’investimento:

- per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (allegato A alla legge n. 232/2016), il credito d’imposta è pari al 40% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e al 20%, per la quota eccedente e fino al limite massimo di 10 milioni di euro. Per gli investimenti in leasing, si considera il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni;
- per i beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (allegato B alla legge n. 232/2016), il credito d’imposta è pari al 15%, nel limite massimo di 700 mila euro di costi ammissibili;
- per i beni diversi da quelli di cui ai due punti precedenti, il credito d’imposta è pari al 6% del costo, determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), del Tuir, nel tetto di 2 milioni di costi ammissibili. Per gli investimenti in leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.


Come si utilizza il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali?

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali.
 

La fruizione può avvenire a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi da quelli “Industria 4.0”;
  • dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Industria 4.0”.
 

Tutto chiaro fin qui?

Per verificare se puoi beneficiare del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali, chiedi qui la tua consulenza su misura.

Se ti è piaciuto l'articolo, condividi o lascia un commento.

STUDIO CAGGEGI & MAZZEO
Dottori Commercialisti Associati - Revisori Legali
Via C. A. Dalla Chiesa, 16 - 95036 Randazzo (CT) - P.IVA: 04233620873 3714444418 Lun-Ven: 9.30 - 12.30; 16.30 - 19.30 / Sab. Dom. Chiuso

ACCESSO CLIENTI

RECUPERO PASSWORD

Powered by Passepartout